IL TESTAMENTO IN ITALIA
Cosa è necessario sapere prima di impugnare un testamento
Attraverso questo breve articolo cercherò di spiegare in maniera semplice quali sono le regole fondamentali dettate dal nostro Codice Civile in materia di testamento.
Nel caso in cui un erede ritenga di essere stato danneggiato da un testamento occorre che egli, nel più breve tempo possibile, si rechi da un Avvocato esperto in Diritto di Famiglia e delle Successioni in quanto per porre rimedio alle eventuali ingiustizie subite la celerità dell'intervento può essere decisiva.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI IN MATERIA DI TESTAMENTO
1) CHI NON PUÒ FARE TESTAMENTO?
Sono incapaci di fare testamento:
- i minorenni;
- gli interdetti;
- coloro che al momento della redazione del testamento si provi fossero incapaci di intendere e di volere (incapacità naturale). In quest'ultimo caso l'invalidità del testamento si ha solo se si prova che nel momento della redazione del testamento la persona era effettivamente incapace.
2) CHE TIPI DI TESTAMENTO VI SONO NEL NOSTRO ORDINAMENTO?
Il testamento può essere olografo o per atto di notaio.
Il primo è scritto a mano dal testatore e da questi datato e sottoscritto; non richiede pertanto l'intervento di un Notaio.
Il secondo è redatto dal Notaio alla presenza di due testimoni o è da questi ricevuto (testamento segreto).
3) PERCHÈ IL TESTAMENTO OLOGRAFO È IL PIÙ DIFFUSO?
Perché è pratico ed economico.
4) QUALI SONO GLI INCONVENIENTI DEL TESTAMENTO OLOGRAFO?
Sono tanti e non facilmente superabili.
- può essere smarrito o distrutto
- può essere nullo o annullabile se manca l'autografia, la data o la sottoscrizione
- essendo redatto dal privato è più facile che sia impugnato per lesione delle quote riservate ai legittimari (si veda il successivo punto 11)
5) CHE CONSIGLI È BENE SEGUIRE PRIMA DI REDIGERE UN TESTAMENTO OLOGRAFO?
Sarebbe sempre opportuno fissare un colloquio con un legale o un notaio.
Può bastare un unico colloquio per prevenire le problematiche di nullità o impugnabilità.
È inoltre consigliabile redigerne più esemplari (sempre in originale) oppure depositarlo, anche solo in via fiduciaria, presso un Professionista.
6) IL TESTAMENTO PUÒ ESSERE IRREVOCABILE?
Assolutamente no. In ogni momento il testatore può modificare le sue disposizioni.
Il testamento posteriore prevale su quello anteriore e non è necessaria una revoca esplicita del precedente.
Nel corso del tempo è possibile fare delle aggiunte (così detti codicilli); purchè le stesse siano scritte di pugno dal testatore e da questi datate e sottoscritte.
7) SI PUÒ FARE TESTAMENTO ORALE?
Il nostro ordinamento lo esclude.
8) CHE DIFFERENZA C'È FRA EREDE E LEGATARIO?
L'erede è colui che subentra nell'intero patrimonio o in una quota di esso e quindi si potrà giovare dei rapporti attivi ma dovrà farsi carico dei rapporti passivi.
Il legatario invece acquista diritti patrimoniali specifici (un immobile, una somma di denaro, un credito) e soprattutto non è tenuto a farsi carico dei debiti ereditari.
Attenzione (!): occorre ricordare che la sostanza (vale a dire la volontà effettiva del testatore) prevale sempre sulla forma.
A prescindere dalla terminologia utilizzata dal testatore si considera erede colui al quale è attribuita una quota dell'asse ereditario.
9) È POSSIBILE DISEREDARE QUALCUNO?
Tecnicamente non è possibile diseredare un parente; ma il Codice Civile specifica che è escluso dalla successione come indegno:
- chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge, o un discendente, o un ascendente della medesima;
- chi ha commesso il reato di calunnia o falsa testimonianza nei confronti del testatore;
- chi ha indotto con dolo o violenza la persona, della cui successione si tratta, a fare, revocare o mutare il testamento;
- chi ha soppresso, celato o alterato il testamento;
- chi ha formato un testamento falso o ne ha fatto scientemente uso.
Il testatore può comunque riabilitare il soggetto indegno a succedere.
10) È SEMPRE CONVENIENTE UN'EREDITÀ?
Assolutamente no.
L'erede risponde infatti anche dei debiti.
Prima di accettare l'eredità, quindi, è bene essere certi che la stessa riporti un attivo.
In caso di dubbio circa la convenienza dell'operazione si può sempre accettare con beneficio di inventario (chi si trova nel possesso dei beni ha solo 90 giorni di tempo per evitare l'accettazione implicita).
11) CON IL TESTAMENTO POSSO DISPORRE DI TUTTO IL MIO PATRIMONIO?
Dipende.
La legge infatti tutela in maniera molto rigorosa il coniuge, i figli e gli ascendenti.
Costoro (che sono chiamati legittimari) non possono mai essere esclusi da una eredità e nel caso in cui ciò accada potranno impugnare il testamento.
Tuttavia il testatore ha sempre una quota di patrimonio di cui può disporre liberamente, senza alcun vincolo (così detta quota disponibile).
Per il calcolo della quota disponibile occorre rivolgersi ad un Professionista, onde evitare di redigere un testamento che verrà poi impugnato.
12) E LE DONAZIONI FATTE IN VITA VENGONO COMPUTATE AI FINI DEL CALCOLO DELLA QUOTA DISPONIBILE?
Certamente. Gli eredi possono far valere i propri diritti impugnando le donazioni fatte in vita dal testatore, se sono stati lesi nella loro quota prevista dalla legge.
13) IN CASO DI SEPARAZIONE O DIVORZIO IL CONIUGE EREDITA?
Il coniuge separato, cui non sia addebitata la separazione, eredita al pari del coniuge non separato.
In caso di divorzio vengono meno i diritti successori; ma il coniuge titolare del diritto al mantenimento e in stato di bisogno può domandare un assegno a carico dell'eredità.
14) A CHI ANDRÀ IL MIO PATRIMONIO SE NON FARÒ TESTAMENTO?
Ai parenti più prossimi, e comunque entro il sesto grado.
Le regole della successione in questo caso variano a secondo del concorso fra parenti.
15) DA CHI MI DEVO RECARE PER IMPUGNARE UN TESTAMENTO?
Necessariamente da un avvocato.
Anche se il testamento è stato redatto dinanzi ad Notaio egli non è responsabile del contenuto e quindi non può garantire alcuna tutela agli eredi pretermessi.
16) OCCORRE NECESSARIAMENTE FARE UNA CAUSA?
No. In genere si cerca sempre un accordo stragiudiziale che prevenga la lite e che consenta agli eredi rimasti totalmente o parzialmente esclusi dall'eredità di incassare la propria quota così detta di legittima. In caso di mancato accordo, invece, è obbligatorio radicare una causa civile, che peraltro può essere piuttosto lunga. In ogni caso è possibile "bloccare" i beni dell'eredità e quindi preservarsi da manovre scorrette mediante la trascrizione della domanda giudiziale.
Ricordiamo agli utenti che sul Portale (area "Pubblicazioni") sono liberamente consultabili altri articoli in materia di Diritto di Famiglia e delle Successioni.



 
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