CONSIGLI UTILI PER SUPERARE LA
SEPARAZIONE SENZA DRAMMI
Grazie all'esperienza maturata nel corso degli anni cercherò di spiegare in maniera semplice come dovrebbe muoversi chi affronta una separazione per fare in modo che la pratica si chiuda nella maniera più rapida, economica ed indolore.
E' bene sapere che i coniugi che hanno seguito tali accorgimenti, dopo un iniziale (e inevitabile) periodo di sofferenza, si sono prontamente rifatti una vita e hanno pertanto potuto voltare pagina senza particolari strascichi.
VEDEMECUM
1) IL "COLLOQUIO ORIENTATORE"
Nella prassi molti Clienti, prima di maturare la decisione definitiva di separarsi, fissano un colloquio orientatore, per comprendere le regole fondamentali della legislazione italiana in materia di separazione e capire cosa gli aspetta. Questa scelta operativa dimostra di essere valida, in quanto consente di vivere con maggiore serenità il passaggio - comunque traumatico - della separazione.
Il colloquio con un legale, che può essere fissato anche dalla coppia, consente alle parti di affrontare il percorso con maggiore razionalità, grazie all'assistenza costante di un professionista abituato a gestire determinate situazioni.
Il colloquio orientatore, che comunque per sua natura ritarda il passo della separazione, è tuttavia controindicato se la crisi della coppia è irreversibile.
In questa evenienza ogni giorno di ritardo potrebbe complicare la futura gestione della pratica in quanto emergerebbero sempre più prepotentemente i sentimenti di odio e rancore fra i coniugi.

2) FAI LA TUA PARTE AFFINCHE' LA SEPARAZIONE SIA CONSENSUALE
La separazione consensuale è sicuramente la via maestra da battere per risolvere le crisi coniugali.
Si parla di separazione consensuale quando i coniugi, consigliati dal legale, raggiungono un accordo rispetto alle regole della separazione, senza rimettersi alla decisione del Giudice.
Ha enormi vantaggi rispetto alla separazione giudiziale (o "litigiosa") e precisamente:
- ha costi assai ridotti
- si risolve in poche settimane
- il clima fra le parti rimane relativamente sereno
- i coniugi possono regolamentare tutti gli aspetti della separazione senza sottoporsi alla decisione di un terzo (il Giudice) che non di rado delude ambo le parti
- i figli, specie se minori, superano con maggiore facilità il trauma
La separazione giudiziale, viceversa, è una vera e propria causa e come tale può durare anni e comportare costi assai elevati. Inoltre determina un grave inasprimento dei rapporti interpersonali, con le ovvie conseguenze a carico dei figli. Va pertanto intrapresa solo in casi estremi e dopo che i tentativi di composizione bonaria non hanno avuto alcun esito.

3) UN UNICO AVVOCATO PUO' BASTARE ...
Se la coppia ha maturato di comune accordo la separazione è consigliabile rivolgersi, fin dal primo colloquio, ad un unico avvocato.
In questo modo i tempi di definizione del procedimento sono ancor più ridotti e i costi risultano dimezzati.
L'avvocato, in questo caso, sarà il consulente di entrambi i coniugi e li guiderà verso le migliori soluzioni (sempre condivise) per la regolamentazione dei rapporti patrimoniali e non.

4) ... MA OCCORRE UNO SPECIALISTA DEL SETTORE
Data la particolarità della materia è bene rivolgersi ad un legale esperto in diritto di famiglia.
La trattazione di queste pratiche, infatti, oltre a richiedere conoscenze specifiche, necessita di un particolare tatto da parte del Professionista, che specie nei primi colloqui deve essere anche in grado di fornire un supporto di natura psicologica al Cliente o alla coppia.

5) DIFFIDA DAI CONSIGLI DI PARENTI E AMICI ED EVITA IL "FAI DA TE"
Molto spesso parenti e amici, che magari hanno già vissuto un'esperienza analoga, condizionano pesantemente con i propri consigli i coniugi che debbono separarsi.
È triste dirlo ma questa pratica, malgrado le migliori intenzioni, è assolutamente deleteria e produce danni molto seri, in quanto vengono trasmessi convincimenti del tutto fuorvianti.
Bisogna infatti ricordare che ogni pratica di separazione ha una propria storia che la rende del tutto particolare; è quindi profondamente sbagliato ispirarsi ad altre situazioni in quanto in ogni coppia ci sono da valutare così tante variabili (redditi, proprietà immobiliari, figli, condizioni di salute, posizioni debitorie, etc.) che la regolamentazione che ne uscirà sarà giocoforza un unicum.
Da evitare anche il "fai da te", ovverosia l'approfondimento maniacale della materia tramite lo studio di articoli pubblicati su internet. Anche in questo caso, infatti, c'è il rischio di farsi inutili illusioni o al contrario di tormentarsi per insussistenti problematiche.
La cosa migliore da fare, quindi, è rivolgere tutte le domande al Professionista che viene incaricato dell'assistenza; egli, dopo aver analizzato tutti i parametri concreti del caso, sarà in grado di formulare il proprio responso e di chiarire al Cliente ogni aspetto.
Al più, prima del colloquio, può essere utile una lettura degli articoli 143 e seguenti del codice civile.

6) RISPETTA I DOVERI CONIUGALI FINO ALLA SEPARAZIONE
La fine del rapporto di coppia non giustifica il venir meno ai doveri coniugali.
È quindi opportuno continuare a coabitare e contribuire ai bisogni della famiglia.
Nel caso in cui vi fosse una relazione extra-coniugale chiedi consiglio sul punto al legale.
E' bene specificare che questi doveri, prima ancora che giuridici, sono di ordine morale, in quanto "voltare le spalle" al proprio coniuge è profondamente sbagliato. E in ogni caso è deleterio per la gestione della pratica, in quanto le parti finiscono per arrivare al colloquio con gli animi già surriscaldati.
E il clima con cui le parti arrivano alla separazione è decisivo rispetto alle sorti della separazione stessa.
TUTTO CIO' CHE E' NECESSARIO SAPERE PRIMA
DI AFFRONTARE LA PRATICA DI DIVORZIO
Attraverso questo breve lavoro cercherò di spiegare in maniera semplice a cosa vanno incontro i coniugi che si apprestano a domandare il divorzio.
LE DOMANDE PIU' FREQUENTI IN MATERIA DI DIVORZIO
1) QUANDO POSSO CHIEDERE IL DIVORZIO?
Dopo che sono trascorsi almeno 3 anni dalla comparizione dinanzi al Presidente del Tribunale nella procedura di separazione personale.
In alcuni casi eccezionali (impotenza, attentato alla vita dell'altro coniuge, condanna penale per specifici reati, etc.) è possibile chiedere il divorzio senza passare per la fase intermedia della separazione (art.3 della legge sul divorzio).

2) IL DIVORZIO RICALCA SEMPRE LA REGOLAMENTAZIONE ASSUNTA IN SEDE DI SEPARAZIONE?
Il divorzio, nel nostro ordinamento, ha una regolamentazione indipendente e quindi in linea teorica tutte le condizioni assunte in sede di separazione possono essere rinegoziate.
Tuttavia, specie quando sono trascorsi pochi anni dalla separazione, sono i coniugi stessi a chiedere che le condizioni rimangano pressoché inalterate, soprattutto se la separazione ha garantito un buon equilibrio nei rapporti patrimoniali ed esistenziali (mi riferisco al rapporto con i figli).

3) I CONIUGI POSSONO ESSERE ASSISTITI DA UN UNICO AVVOCATO?
Se la coppia ha maturato di comune accordo il divorzio non solo è possibile ma è consigliabile rivolgersi, fin dal primo colloquio, ad un unico avvocato.
In questo modo i tempi di definizione del procedimento sono ancor più ridotti e i costi risultano dimezzati.
L'avvocato, in questo caso, sarà il consulente di entrambi i coniugi e li guiderà alle migliori soluzioni (sempre condivise) per la regolamentazione dei rapporti patrimoniali e non.
Data la particolarità della materia è bene rivolgersi ad un legale esperto in diritto di famiglia.
La trattazione di queste pratiche, infatti, richiede conoscenze specifiche.

4) QUANTO PUO' DURARE UN DIVORZIO?
Il divorzio, quando è congiunto, dura poche settimane.
Se è contenzioso ha la durata di una causa ordinaria (può quindi durare anche anni)

5) QUANTE VOLTE DEBBO RECARMI IN TRIBUNALE?
Nel caso di divorzio congiunto soltanto una volta.
Nel caso di divorzio contenzioso è possibile essere convocati dal Giudice per l'interrogatorio formale o per l'esperimento del tentativo di conciliazione e quindi si può arrivare a 2 o 3 presenze in aula.

6) CHE COS'E' L'ASSEGNO DIVORZILE?
È quella somma che uno dei due coniugi può essere costretto a versare alla controparte nel caso in cui i redditi siano profondamente diversi.
In linea teorica l'assegno divorzile potrebbe essere concesso anche a favore del coniuge cui sia stata addebitata la separazione.
Il Giudice deve infatti considerare i seguenti parametri: condizioni dei coniugi, ragioni della decisione, contributo dato da ciascuno alla formazione del patrimonio, reddito dei coniugi, durata del matrimonio.
L'assegno può essere corrisposto anche in un'unica soluzione (purchè il Tribunale ritenga la somma equa).
Il diritto cessa se il beneficiario passa a nuove nozze.
L'assegno divorzile non va confuso con il contributo al mantenimento dei figli, sempre dovuto a favore del genitore con cui gli stessi stanno esclusivamente o prevalentemente.

7) LA SENTENZA DI DIVORZIO E' IRREVOCABILE?
No. Se sopraggiungono giustificati motivi il Tribunale può modificare le statuizioni sull'assegno e sull'affidamento dei figli.
Si dice che in diritto di famiglia non si forma mai il giudicato definitivo.

8) HO DIRITTO DI DOMANDARE LA PENSIONE DI REVERSIBILITA' IN CASO DI DECESSO DEL CONIUGE?
La legge (Art.9) stabilisce che il coniuge, se non è passato a nuove nozze e se è titolare di assegno di mantenimento, ha diritto alla pensione di reversibilità, sempre che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza.
Qualora esista un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità il Tribunale provvederà a suddividere l'ammontare fra gli aventi diritto.

9) HO DIRITTO DI DOMANDARE UNA QUOTA DEL T.F.R. DELL'EX CONIUGE?
La legge (art.12 bis) stabilisce che il coniuge, se non è passato a nuove nozze e se è titolare di assegno di mantenimento, ha diritto a una percentuale del T.F.R. pari al 40%, in riferimento agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.
Tale diritto spetta anche se il T.F.R. viene erogato dopo la sentenza di divorzio.

10) OTTENUTA LA SENTENZA DI DIVORZIO POSSO RISPOSARMI SUBITO?
Risposta affermativa per gli uomini (è sufficiente il passaggio in giudicato della sentenza).
Per le donne occorre attendere 300 giorni dalla pronuncia di divorzio (così detto lutto vedovile); a meno che il divorzio non sia stato pronunciato per impotenza di uno dei coniugi.
Per approfondimenti si veda l'art.89 del codice civile.
 



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Avvocato Francesco Biagini - P.I. 02610961209 - C.F. BGNFNC77D23C107I - Iscrizione Ordine Avvocati di Bologna n.ro 5846
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